Il cinema, i network e le industrie culturali continuano a rielaborare temi classici della letteratura fantascientifica per proporre nuove visioni e narrazioni (filmiche, letterarie, video-ludiche) che è possibile iscrivere nel filone della cosiddetta anti-utopia.
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I catastrofismi, i futuri possibili e gli scenari sociopolitici alternativi, analisi e metafore della società, si affiancano non di rado a elementi marcatamente «ideologici», che connotano i testi stessi.
Dalla Time Machine di H. G. Wells a Matrix dei Whacowsky; dagli androidi di P. K. Dick a Tetsuo di Tsukamoto; dal Brazil di Gilliam al Total Recall di Verhoeven; dall'ultraviolenza videoludica di Speed Racer alle strategie interestuali delle serie DC: una serie di ipotesi interpretative sui possibili rapporti tra poteri e industrie culturali, attraverso un approccio né apocalittico, né integrato. |