La Medusa Rondanini custodita nella gliptoteca di Monaco rappresenta un’efficace testimonianza di come alcune figure siano in grado di sopravvivere attraverso i secoli, scatenando interrogativi sulla loro potenza simbolica e sulla loro capacità di disseminazione.
Oggi, inscenato su manifesti pubblicitari da modelle con la capigliatura arruffata o fornita di «ali», il volto Rondanini è il nume tutelare che campeggia dietro la passerella colorata e fastosa della griffe italiana. La «seduzione, un’attrazione fatale», ma anche «il senso della storia, il classicismo»: questi sono i valori che la Medusa Rondanini è chiamata a rappresentare per lo stilista Gianni Versace, quando la elegge a icona della sua creatività negli anni novanta del secolo scorso.
Marchio di stile e opulenza che cattura lo sguardo del consumatore, la Medusa di Versace è dunque un idolo (ειδολον), feticcio di quel culto delle immagini che caratterizza la nostra epoca e che sembra trovare nel volto Rondanini una delle sue forme più efficaci.
Ma qual è l’origine di questa Medusa? Perché la sua effigie è ancora attuale, al punto da essere scelta come emblema privilegiato del fascino?
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Pubblicato in GORGòN Alpha – II edizione


Medusa Rondanini, copia da Fidia, V aC., Monaco, Staatliche Antikensammlungen und Glyptothe.