È difficile pensare una società priva di macchine e attrezzi perché l’uomo «è un animale che fabbrica attrezzi. La sua storia è la storia di attrezzi trasformati in macchine, in elementi funzionanti sempre più grandi e sempre più efficienti» (Dick, 2004: 93-94).
Sebbene la ruota eserciti da sempre un fascino fortissimo come simbolo della civiltà e il fuoco sia considerato il più importante strumento di sopravvivenza, è l’invenzione del coltello a portare con sé i segni forse più evidenti delle capacità dell’ingegno umano, provocando una serie di cambiamenti fondamentali dal punto di vista culturale. La lama – dalla selce tagliente al metallo – ha guidato e accompagnato la nostra evoluzione, non solo tecnologica, legando la propria storia alla crescente complicazione del tessuto sociale nelle sue fasi di segmentazione. L’evoluzione di questo attrezzo si lega a molti sviluppi culturali e scientifici propri dell’essere umano, ben più determinanti e rilevanti delle buone maniere di Norbert Elias (1988).
Claude Lévi-Strauss (2004: 77) individuava nella rivoluzione neolitica e nella rivoluzione industriale due momenti determinanti dell’evoluzione tecnologica, per poi stabilire che l’evoluzione si manifesta quanto più sono numerosi e diversi i membri di una società, «in modo da accrescere le probabilità di nuove combinazioni» (id.: 80).
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Sopra: Maschere e coltelli, Museo di antropologia e etnografia, San Pietroburgo. In alto: Coltello Ming (riproduzione), 400-220 a.C., Dinastia Zhou
« La lama, dalla selce tagliente al metallo, ha guidato e accompagnato la nostra evoluzione, non solo tecnologica, legando la propria storia alla crescente complicazione del tessuto sociale »
